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Cosa ti chiedo in consulenza, e perché

Valeria Roznovanu · 29 luglio 2026 · 8 min di lettura

Le domande che faccio prima di toccare i capelli. Ognuna cambia il prodotto che sceglierò, nessuna è di cortesia.

Ci sono quindici minuti, all'inizio, in cui non tocco niente. Tu sei seduta, io ho ancora le mani ferme, e parliamo. A qualcuna sembra tempo tolto al lavoro vero. È invece l'unico momento in cui posso ancora cambiare idea su tutto senza che il capello ne paghi il conto: dopo, con il prodotto in mano, si torna indietro molto più a fatica.

Sul sito trovi un questionario di sei domande, da compilare prima di venire. Non è un modulo per raccogliere dati: sono esattamente le cose che ti chiederei io in poltrona. Chi arriva avendolo compilato non deve raccontare da capo una storia che ho già letto, e la consulenza comincia dal capello invece che dall'anagrafica. Ti spiego una per una cosa ci faccio.

Una premessa che vale per tutte. Il prodotto si sceglie su misura dopo una consulenza fatta su capelli bagnati, in salone. Le risposte mi dicono dove guardare; il capello bagnato mi dice cosa ho davanti davvero. Nessuna delle due cose basta da sola.

Che risultato vuoi ottenere

È la prima domanda e non c'è una risposta sbagliata. Serve a sapere dove vuoi arrivare, prima di guardare da dove si parte.

Se mi dici che vuoi uscire di casa senza piastra, siamo nella famiglia dei liscianti: keratina o Bixyplastia, che sono lo stesso trattamento con prodotti diversi, e quale usare si decide sulla tua fibra. Se vuoi il liscio effetto specchio, o hai capelli ricci o molto crespi, la strada è la nanoplastia, che lavora più in profondità e ricostruisce mentre liscia.

Se invece mi dici che il crespo ti dà fastidio ma l'onda naturale la vuoi tenere, cambio scaffale: si va sull'anti-crespo, un prodotto più leggero, che toglie crespo e gonfiore e non stira. Un liscio non si toglie il giorno dopo perché ci hai ripensato, e questa risposta mi salva dall'errore più grave che posso fare.

Se la risposta è "è sfibrato, si spezza, si sfilaccia", allora la prima cosa non è il lisciante. È il ristrutturante, che lisciante non è: non toglie volume né crespo, agisce dall'interno per rinforzare e rigenerare la fibra. Se il capello è molto danneggiato viene prima, ed è il passaggio che rende possibile il lisciante; se è in buono stato può venire dopo. In nessuno dei due casi è un'alternativa al lisciante: è un'altra cosa, che serve a un altro scopo.

E se non lo sai ancora, va bene così: quella è una risposta prevista, e vuol dire che lo decidiamo insieme.

Quanto sono lunghi adesso

Sembra la domanda più innocua ed è quella che cambia tre cose insieme.

La prima è la quantità di prodotto. La dose si calcola sulla lunghezza, sulla massa di capelli e sul tipo di fibra, e non è un numero secco: è un intervallo, perché nessuna tabella può sapere il capello che si ha davanti. Porosità, elasticità, i punti in cui la fibra cede: quelli si guardano, non si calcolano. Preparare troppo poco vuol dire arrivare a metà testa e doversi fermare; prepararne troppo vuol dire buttarlo via.

La seconda è il tempo. Una nanoplastia sono cinque ore, la nanoplastia afro sei, un lisciante alla keratina tre ore e mezza. Sulla nanoplastia afro le sei ore servono davvero: è il trattamento più lungo che facciamo, e non si accorcia senza perdere qualità. Preferisco dirtelo prima, che vederti prendere mezza giornata di ferie sbagliata.

La terza è il prezzo. Varia in base alla lunghezza e alla quantità dei capelli, e si definisce in consulenza. Per questo sul sito non troverai mai una cifra secca spacciata per il tuo preventivo.

Qual è stato l'ultimo trattamento chimico, e quanto tempo fa

Questa è la domanda scomoda, e la faccio lo stesso. Vale anche se l'hai fatto altrove, anche se è passato molto tempo, anche se non ti è piaciuto. Non è un esame e non sto cercando la colpa di nessuno: sto cercando cosa c'è ancora sui tuoi capelli.

Il "cosa" senza il "quando" non serve, e il "quando" senza il "cosa" ancora meno. Per questo sono una domanda sola. Una tinta di sei mesi fa e una di due settimane fa non sono la stessa informazione.

Le conseguenze sono concrete. Se sulle lunghezze c'è ancora un lisciante o una nanoplastia, la fibra è già occupata e ne assorbe meno: la dose scende. E il trattamento sulla ricrescita si esegue solo con i liscianti, mai con gli anti-crespo, altrimenti si vede lo stacco fra la ricrescita e le lunghezze già lisce. Una stiratura chimica o una permanente sono un'altra storia ancora, e per questo nel questionario stanno su una riga a parte.

Se la risposta è tinta o tonalizzante, sappi che il colore qui non lo facciamo: nel nostro listino non esiste. Ma sapere che c'è mi serve, per due motivi. Il primo: il colore lo puoi fare dove lo fai di solito, ma dopo il trattamento e a qualche giorno di distanza, perché un lisciante forte può schiarire i capelli colorati di due o tre toni. Il secondo: la nanoplastia, essendo super lisciante, può schiarire i capelli colorati di due o tre toni. È una cosa che devi sapere prima di sederti, non davanti allo specchio alla fine.

E se non ricordi cosa ti hanno messo, dillo. "Qualcosa, ma non ricordo cosa" è una risposta ammessa e utile. Mi fa lavorare più prudente. Una risposta inventata per fare bella figura, no.

Le decolorazioni, comprese quelle che non si vedono quasi più

La chiedo separata dal resto, e c'è un motivo. Meches, colpi di sole, schiariture, biondo: contano anche se sono vecchie e ne è rimasta solo una parte in fondo alle punte.

Su capelli decolorati la nanoplastia la sconsigliamo. Al suo posto proponiamo un lisciante più concentrato abbinato a un ristrutturante: prodotto diverso, risultato diverso. E dopo una decolorazione quanto aspettare lo valutiamo in consulenza, guardando l'elasticità della fibra.

Lo scrivo chiaro perché è la domanda su cui capita più spesso che si minimizzi: erano solo due ciocche, è passato tanto tempo. Capisco il motivo, nessuno vuole sentirsi dire di aspettare. Ma da questa risposta dipende se si procede o no, e preferisco sentirmi dire una cosa scomoda adesso che scoprirla con il prodotto già in mano.

Come vivono i tuoi capelli il resto del tempo

Le ultime due domande sono le più sottovalutate, e sono quelle che decidono se il risultato dura.

Ti chiedo cosa succede con l'umidità: sotto la pioggia, in palestra, al mare. Fuori dal salone i capelli si comportano in un modo che sai soltanto tu. Se mi dici che bastano dieci minuti fuori e si gonfiano, so che l'obiettivo vero non è la foto appena finito, è il quarto giorno. Se mi dici che torna fuori l'onda, so quanto margine ho fra il togliere il crespo e il togliere il movimento. Se mi dici che la piega ti dura, allora forse il problema che hai in mente è un altro, e conviene guardarlo bene prima di comprare un trattamento che non ti serve.

Poi ti chiedo cosa usi a casa, e voglio sapere tutto, anche quello che usi ogni tanto. Shampoo del supermercato, prodotti professionali, maschera o balsamo, olio o siero sulle lunghezze, piastra, phon quasi tutti i giorni. Non è un esame: serve a sapere con cosa convivono i tuoi capelli fra una visita e l'altra.

Anche qui la conseguenza è immediata. Dopo un lisciante servono uno shampoo senza solfati e senza sale — sono i due ingredienti che accorciano di più la durata del trattamento — acqua tiepida e non bollente, phon e piastra a bassa temperatura. Se so già che la piastra la usi ogni mattina, la routine che ti scrivo parte da lì. E se lo shampoo giusto non lo usi, il trattamento durerà meno: non perché sia stato fatto male, ma perché lo stiamo lavando via.

Vale anche il contrario, ed è la parte bella. Un lisciante tiene dai tre ai sei mesi; sul capello rovinato dura meno, su capello sano si prolunga. Ripetendolo dura di più ancora, perché il prodotto si accumula e la pellicola diventa più spessa: si arriva a sei o sette mesi. La nanoplastia sta fra i sei e gli otto.

Un'ultima cosa che questa domanda mi anticipa. Se dopo un lisciante senti i capelli unti, non è il prodotto sbagliato: è il pH del capello che non è stato riequilibrato, e si risolve con un ristrutturante dopo il lisciante. Chi me lo dice già in consulenza mi fa mettere in conto quel passaggio prima ancora di cominciare.

La ciocca che non risponde, e il no che fa parte del servizio

Dopo le sei risposte l'ultima parola non ce l'ho io. Ce l'ha il capello. In consulenza si guarda come reagisce, e se la ciocca non risponde bene non procediamo. Ti proponiamo prima un percorso ristrutturante e ci rivediamo dopo.

Quel no non è una porta chiusa e non è una vendita persa. È il servizio. Un lisciante mal eseguito può spezzare il capello: per questo partiamo sempre da una diagnosi e scegliamo il prodotto sulla tua fibra, non su un protocollo standard. Preferisco perdere un appuntamento oggi che passare mesi a ricostruire qualcosa che si poteva evitare.

Per lo stesso motivo la valutazione la rifacciamo anche il giorno del trattamento, prima di iniziare: fra la consulenza e l'appuntamento possono passare settimane, e nel frattempo sui capelli può essere successo qualcosa.

Una cosa il questionario online non te la chiede, di proposito, perché non siamo un ambulatorio e certe risposte non vanno raccolte da un modulo. Se stai allattando, però, dimmelo: in quella fase i trattamenti chimici li sconsigliamo, liscianti compresi. Non è prudenza formale, è la posizione della casa.

E poi c'è tutto quello che nessuna delle sei domande copre: una brutta esperienza rimasta addosso, un matrimonio fra due mesi, una cosa che ti hanno detto anni fa e ti sei portata dietro. Raccontamela. Non entra in nessuna casella, ma cambia il modo in cui lavoro.

La consulenza è gratuita, dura quindici minuti e si prenota dal sito. Portami i capelli come sono, non come vorresti che fossero il giorno dell'appuntamento: è da lì che parto.

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